LA MEMORIA DEL DOLORE E DELLE SENSIBILITA'


Un articolo pubblicato sulla rivista Nature Reviews Neuroscience,

(dei ricercatori Tim Bliss, Collingridge, Bong Kaang e Min Zhuo), suggerisce che il dolore cronico può essere "pensato come un tipo di memoria sensoriale persistente".


Il cervello cioè continua a rivivere il ricordo del dolore più e più volte, anche dopo che il trauma iniziale è passato.


Le scansioni del cervello umano hanno rilevato, in pazienti con condizioni di dolore cronico, una maggiore attività in una parte del cervello che forma il Sistema Limbico, chiamata Corteccia Cingolata Anteriore.


Il Cingolato Anteriore stabilisce i ricordi per il dolore e li contestualizza, aggiungendo una componente di sgradevolezza al dolore fisico, in modo da farci sentire tristi, spaventati o ansiosi.


Sembra essere un centro di raccolta per le informazioni negative relative al dolore, come per esempio paura ansia, disgusto ecc, tutte provenienti da diverse reti cerebrali.

Quando alcune o tutte queste informazioni raggiungono insieme il cingolato anteriore, è possibile che peggiorino le condizioni dolorose perché le connessioni tra le cellule nervose subiscono un’iper-stimolazione,rafforzate da input multipli che codificano diversi aspetti dello stesso messaggio.

Fondamentalmente, si amplifica e si rafforza il messaggio, a discapito di tutti gli altri messaggi in arrivo.


E' probabilmente anche questo il motivo per cui quando proviamo un dolore che si è cronicizzato, o siamo iper-sensibili a sostanze chimiche, rumori, luci, temperatura ecc ,(un trigger), il nostro cervello focalizza tutta la sua attenzione verso quello stimolo, facendoci sentire ostaggi nelle sue mani.

Inoltre, quando la paura e l'ansia associate al dolore si manifestano contemporaneamente alla sgradevolezza del dolore stesso, si sommano a livello sinaptico, andando a creare una memoria più forte e persistente, dicendo al cervello che quel messaggio deve essere importante e che deve ricordarlo.


Il meccanismo che si genera e che è alla base dell’adattamento del sistema nervoso e della plasticità neuronale, è noto con il nome LONG TERM POTENTIATION (LPT) o Long Term Depression (LTD), ed è un processo di memorizzazione neuronale, un vero e proprio codice sinaptico di plasticità e formazione della memoria inconscia che contraddistingue la specie umana.

Le connessioni neuronali all’interno del Cingolato Anteriore quindi, si rafforzano.


Molti studi stanno dimostrando che in circostanze normali questi messaggi sinaptici che dovrebbero cessare una volta che il trauma iniziale è passato, in condizioni di dolore cronico sembrano massimizzarsi e diventare persistenti.

In pratica, i neuroni migliorano la comunicazione tra di loro.

La comunicazione tra le cellule nervose diventa sempre più efficiente.

Si manifesta così il “paradosso neuroplastico”, dove la neuroplasticità attua a nostro sfavore.


vedi articolo:

https://www.brainfriends.it/il-lato-perverso-della-neuroplastic

In altre parole, questi neuroni si mobilitano per creare un ricordo dell'esperienza traumatica, producendo una risposta fisiologica sintomatica, scatenando ansia, paura ed altre emozioni negative che alimentano il circuito, rendendolo sempre più predominante.


Comprendere il meccanismo del funzionamento del codice della memoria inconscia (LTP), ci permette di intervenire in maniera attiva, e di attuare un cambiamento neuroplastico.


La persistenza della memoria del dolore esacerbata dall'ansia e dalla paura, anche dopo che il trauma è scomparso, è un altro pezzo del puzzle che ci serve per capire che possiamo ancora recuperare.


https://www.nature.com/articles/nrn.2016.68 articolo Nature

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