Persone altamente sensibili

È stato stimato che il quindici/venti per cento della popolazione mondiale presenta caratteristiche di ipersensibilità.

L'ipersensibilità è stata scoperta negli anni '90 dal gruppo di ricercatori californiani guidati della dottoressa Elaine Aron, che hanno coniato il termine Sensory Processing Sensibily (SPS).

Le caratteristiche riscontrate nelle persone altamente sensibili sono: una diversa elaborazione sensoriale; una maggiore risposta agli stimoli ambientali e sociali; specifiche aree di attivazione cerebrale legate alla neuro- sensibilità; dei fattori comportamentali specifici; una differente gestione dello stress psicofisiologico; maggiore sensibilità agli stimoli sonori e luminosi.

In pratica, le persone altamente sensibili sono caratterizzate da una maggiore sensibilità a stimoli esterni ed interni, captano più di altre le caratteristiche sociali degli ambienti in cui si muovono, mostrano un'empatia maggiore e a volte sproporzionata rispetto alle persone che le circondano.

Da un lato, queste peculiarità gli consentono una superiore profondità di comprensione riguardo al mondo che le circonda, ma dall'altro possono

abbassare le loro difese verso il mondo esterno e lo stress che questo può provocargli.

La sensibilità dell'elaborazione sensoriale (SPS) è quindi un tratto di carattere o personalità che coinvolge "una maggiore sensibilità del sistema nervoso centrale e un più profondo processo cognitivo di stimoli fisici, sociali ed emotivi".

Non è una condizione patologica o un disordine, è considerato un tratto neutro, caratterizzato da una maggiore sensibilità agli stimoli sottili e da strategie di elaborazione cognitiva più profonde per impiegare azioni di coping, il tutto guidato da una maggiore reattività emotiva.

Alcuni ricercatori hanno applicato altri termini per indicare questa reattività agli stimoli, che si può osservare sia negli esseri umani che in altre specie.