Attenzione:

I Cambiamenti iniziali sono temporanei

Il cervello prima registra il cambiamento, poi determina se deve rendere il cambiamento permanente o meno.

Diventa permanente solo se:
- il cervello giudica l'esperienza abbastanza affascinante o nuova. - se viene coinvolto emotivamente
- attraverso la ripetizione
- accedendo al subconscio.

La ripetizione è richiesta per riuscire a fissare il cambiamento.

Il cervello viene cambiato anche dalle prove mentali interne, coinvolgendo esattamente gli stessi processi che controllano i cambiamenti ottenuti attraverso le interazioni con il mondo esterno.

L’eccitazione neuronale che scatena e determina un comportamento o una reazione viene quindi attivata da esperienze, eventi, emozioni, stress, traumi e sentimenti.

Le informazioni raramente accessibili e i comportamenti raramente praticati causano l'indebolimento dei percorsi neurali fino a perdere completamente le connessioni, seguendo un processo chiamato "potatura neuronale”.

Quando una sinapsi partecipa con successo a un circuito, si rafforza, mentre quelle che non vengono utilizzate si indeboliscono e vengono eliminate. Proprio come avviene per i sentieri in un bosco, quelli non utilizzati vanno persi. (Usalo o lo perderai).

Il disuso ed è quindi un processo altrettanto plastico; disimparare un'abitudine comporta l'indebolimento delle connessioni tra i neuroni.

Ciò che effettivamente cambia nel cervello sono le connessioni dei neuroni che sono impegnati insieme, momento per momento, nel tempo e che seguono le regole di Hebb:

1 Neuroni che si attivano insieme si legano tra loro.
2 Neuroni che non si attivano insieme, non si legano fra loro.

3 Usalo o lo perderai.

LA PLASTICITA’ CEREBRALE E’UNA STRADA A DOPPIO SENSO:

E’altrettanto facile generare cambiamenti negativi quanto positivi.

La neuroplasticità può danneggiare o aiutare il cervello e la salute mentale.

È egualmente facile degradare la funzione del cervello quanto migliorarla, intenzionalmente o meno.

Il dott. Michael Merzenich, neuroscienziato e tra i più grandi esperti al mondo in neuroplasticità scrive: "È quasi altrettanto facile guidare i cambiamenti che possono danneggiare la memoria o rallentare il proprio controllo mentale o fisico quanto lo è migliorare la propria memoria o accelerare le azioni del cervello. "