Il problema e’nel cervello

Non preoccuparti, non stò insinuando che ti manchi qualche rotella.

Stò solo dicendo che sei vittima delle disfunzione del tuo sistema nervoso.

Micheal Moskowitz, specializzato nel dolore cronico e conosciuto a livello mondiale, è uno dei massimi leader nell'uso della neuroplasticità.

Durante un’intervista a Norman Doige, spiega che il dolore cronico è il risultato di un cablaggio cerebrale difettoso.

Il problema è nel cervello!

Moskovitz: "Quando i neuroni nelle nostre mappe del dolore vengono danneggiati, fanno scattare incessanti falsi allarmi, facendoci credere che il problema sia nel nostro corpo, quando è principalmente nel nostro cervello".

Dice ancora: “Non credo più nella gestione del dolore”.

                      “Credo nel cercare di curare il dolore cronico".

Moskowitz spiega che quando una particolare area cerebrale elabora il dolore acuto, solo il cinque per cento circa dei neuroni in quell'area sono dedicati all'elaborazione del dolore. Quando però il dolore cronicizza, le aree di elaborazione del dolore si espandono nel cervello. Il numero di cellule coinvolte in questo processo arriva così ad occupare anche il 15%-20% della superficie destinata al mantenimento del dolore stesso. Quando queste aree si allargano, perdiamo la capacità di risolvere i problemi, di regolare le emozioni, di risolvere i conflitti, di relazionarci con gli altri, di distinguere le altre sensazioni dal dolore, di pianificare efficacemente.

Sembrerebbe succedere lo stesso meccanismo anche per altre disfunzioni quali la Sensibilità chimica, la Fibromialgia, la Fatica Cronica, la Elettrosensibilità, la malattia di Lyme.

Così come per il dolore cronico, anche quando la lesione iniziale è stata trattata, il cervello può rimanere bloccato in un modello di malattia in cui i sintomi in corso sembrano provenire dal corpo, mentre invece sono dovuti ad un errato funzionamento del cervello stesso.

Come viene spiegato anche dal concetto di Sensibilizzazione Centrale, il meccanismo, sarebbe un’elaborazione errata dell’imput sensoriale, dove più cellule nervose del dovuto, vengono impiegate nella risposta. Il cervello mantiene il "segnale di  allarme"acceso, invece di spegnerlo.

Il ruolo del sistema centrale nervoso è una componente chiave nel processo di recupero.

L'intuizione chiave di Moskowitz è stata quella di utilizzare la neuroplasticità ed escogitare modi per riportare il cervello al normale funzionamento; cambiare il suo "comportamento appreso" e interrompere la sua ipere-reattività.

Quando il cervello viene danneggiato, la neuroplasticità ci permette di recuperare, migliorando la nostra vita.

 

 

Il corpo umano è permeato da milioni di sensori elettrici che rilevano i cambiamenti del corpo e dell’ambiente attraverso i sensi e che inviano segnali di pericolo riguardo lo stato del nostro corpo al cervello.

Questi messaggi non producono dolore, sono semplicemente segnali di pericolo.

Queste informazioni elettriche in arrivo dal corpo vengono indirizzate in tutto il cervello, che a sua volta valuta e rispondere a questa segnalazione dicendo al corpo cosa fare.

Alcuni sensori rispondono allo stimolo del caldo o del freddo, altri al movimento , altri ancora allo stress.

Il nostro cervello cambia costantemente, in risposta ai cambiamenti nel nostro corpo. Le nostre percezioni, esperienze, emozioni, credenze, azioni, movimenti e pensieri condizionano il tipo di risposta generata dal nostro cervello, nel bene o nel male.

Il dolore viene sperimentato solamente una volta che il segnale raggiunge la parte cosciente del nostro cervello.

 

Il dolore è dunque creato dal cervello

Prendiamo come esempio i semplici bisogni primari quali fame o sete. Il cervello invia il segnale di sete o fame solo quando, dopo aver elaborato alcuni parametri come l’ipoglicemia o la disidratazione, pensa che ci troviamo in pericolo.

Lo stesso vale per l’esercizio fisico; se la nostra gamba trema quando facciamo streatching, è perchè il nostro sistema nervoso simpatico si è attivato, ha riconosciuto un possibile pericolo. Di conseguenza, il nostro cervello risponde inviando al corpo una risposta fisiologica.


 

Dobbiamo capire molto bene il concetto di minaccia e pericolo: 

I sintomi ed il dolore generati dalla risposta del nostro sistema nervoso vengono prodotti dal cervello come risposta protettiva contro le minacce,e sono il risultato di come noi percepiamo l’ambiente esterno.

Per realizzare questo, le cellule di segnalazione del dolore utilizzano i tre principi della neuroplasticità.

1) Usalo o lo perderai

2) neuroni che si accendono insieme si legano fra loro

3)neuroni che non si accendono insieme non si legano fra loro

Le stesse che noi dobbiamo utilizzare per ribaltare la situazione.

 

 

Proveremo dolore quando il nostro cervello, sotto l’influenza della nostra percezione, valuterà e concluderà che ci sono più evidenze di pericolo, piuttosto che di sicurezza.

Comprendendo e facendo nostro questo processo, possiamo utilizzare la neuroplasticità a nostro beneficio.

Come per qualsiasi altro tipo di apprendimento, il processo di ripetizione rinforza i percorsi neuronali, causando un vero e proprio cambiamento anatomico.

 

Senza cervello non ci sarebbe dolore e senza coscienza non ci sarebbe una via di uscita da questa costante segnalazione di minaccia tra corpo e cervello.