Riprogrammazione neuronale

-Imparare- ripetere- Indebolire- contro-stimolare

Ho cercato di imparare le nozioni base della neurologia e capire come il cervello funziona per connessioni neuronali:

Sappiamo che possiamo, grazie alla riprogrammazione della nostra mente, creare nuovi percorsi neuronali e cambiare la nostra situazione riprendendo in mano la nostra vita.

Bisogna essere però coscienti che quando si intraprende un percorso di riprogrammazione neuronale, non si lavora per far scomparire i sintomi, ma per ripristinare il corretto funzionamento del sistema centrale nervoso. La scomparsa dei sintomi è una conseguenza della modulazione neuronale, ma non ci sono tempi standard, dipende dal potenziale neuroplastico di ognuno, i tempi sono un fattore molto soggettivo.

Ci si impegna a riprogrammare e sostituire vecchi percorsi neuronali attraverso un processo di apprendimento intenzionale e la ripetizione.

Si individuano vecchi schemi inconsci e si attua la contro-stimolazione, seguendo il principio delle prime DUE LEGGI della NEUROPLASTICITA’:

1)“NEURONI CHE SI ATTIVANO INSIEME SI LEGANO FRA LORO”

 

2)“NEURONI CHE NON SI ATTIVANO INSIEME SIMULTANEAMENTE             NON SI LEGANO FRA LORO”

 Impariamo che:

1-Compiendo una nuova attività ripetuta, possiamo direzionare la      plasticità e formare nuove connessioni sinaptiche fra i neuroni.

Infatti, imparando qualcosa di nuovo, gruppi di cellule nervose, si collegano fra loro e le connessioni sinaptiche si consolidano.

2-Evitando di mettere in atto determinati comportamenti e azioni, il legame tra questi neuroni si indebolisce.

USE IT OR LOSE IT

USALO O LO PERDERAI

Quindi, da una parte dobbiamo impegnarci a non utilizzare e non mettere in atto vecchi schemi neuronali e dall’altra allenarci a crearne di nuovi.

Utilizziamo attività e ripetizione per creare e consolidare nuove connessioni neuronali, in modo che vengano registrate in profondità e vadano a formare un nuovo programma.

Indeboliamo le vecchie connessioni neuronali, evitando di ripetere vecchi schemi, comportamenti, azioni o pensieri e focalizzandoci su una nuova attività.

I nuovi collegamenti neuronali sono molto fragili e soltanto attraverso la pratica e la ripetizione e attraverso l’accesso al subconscio possono mettere radici e consolidarsi in modo duraturo e persistente.

Il processo di cambiamento è caratterizzato da periodi in cui può sembrare che non stia accadendo nulla, o che addirittura si stia peggiorando. Questo succede perché è un meccanismo ancestrale ben collaudato e strutturato, che è stato creato dalla natura per garantire la nostra salvaguardia.

Il sistema centrale nervoso reagisce alle possibili minacce o quelle che sono state registrate come tali, attivando la risposta di “lotta e fuga” che scatta in modo del tutto inconscio per proteggerci.

Il programma che si è fissato nel cervello e che determina il comportamento è radicato.

Questo sistema di protezione inconscio non vuole permettere il cambiamento, è come un cane che è stato addestrato ad attaccare chiunque si presenti davanti alla porta della sua casa. Per cambiare il suo comportamento, rieducarlo e riprogrammarlo, ci vuole tempo, esercizio, ripetizione, pazienza ed una chiara intenzione che affondi le radici in una grande motivazione.

NEURO stà per neuroni (cellule che compongono il cervello ed il Sistema Nervoso)

PLASTICO stà per modificabile, malleabile, flessibile.

Possiamo immaginare il nostro cervello come una “plastilina” che possiamo modellare in forme diverse attraverso le nostre esperienze e gli stimoli ambientali.

Lavorando sulla consapevolezza, l’osservazione e l’intercettazione dei nostri atteggiamenti inconsci possiamo individuare vecchi programmi neuronali e sostituirli.

Attivandoci, imparando cose nuove, modificando le nostre percezioni, i nostri comportamenti ed imparando a gestire lo stress, possiamo alterare la biochimica e la struttura del nostro cervello.

I neuroni processano e trasmettono informazioni tramite segnali elettrici e chimici e la plasticità si ottiene migliorando la comunicazione sinaptica tra i neuroni esistenti.

Le mappe cerebrali sono dinamiche, ossia, possono allargarsi o restringersi e prendere il posto di mappe che hanno perso la loro funzione.

Nuovi pensieri, nuovi comportamenti e lo sviluppo di nuove abilità modellano il nuovo percorso.

Ripetizione e pratica rafforzano questi percorsi formando nuove abitudini.

I vecchi percorsi si indeboliscono non attuandoli e focalizzando tutta la nostra attenzione consapevole diretta verso il cambiamento desiderato.

Ho capito che il mio problema non era dovuto ad un’intossicazione costante e che muovermi e fare esercizio non era la causa del dolore cronico, il problema era frutto di una percezione alterata degli stimoli ambientali.

Ho insegnato al mio sistema a tranquillizzarsi, a non reagire in modo automatico, intraprendendo un nuovo schema mentale di risposta all'input (input= sforzo fisico, sostanze chimiche, stress).

Ho sfruttato l'immaginazione e la ripetizione per creare momenti di benessere da imprimere nel mio cervello, così da creare un nuovo programma alternativo. Una nuova risposta conscia, che vada a sostituire la vecchia risposta preconscia, da poter utilizzare nel momento del bisogno.

Ho utilizzato tecniche mirate alla gestione dello stress, la tecnica comportamentale per riconoscere e ridefinire e l' esposizione controllata suddivisa in tre fasi; immaginaria, simulata ed in vivo. Ho anche utilizzato la tecnica di  visualizzazione di restringimento delle mappe cerebrali creata da Moskovitz, adattandola al mio caso.

Ho consolidato e fatto mio il concetto del meccanismo alla base di queste Sindromi, liberandomi da credenze dogmatiche, e paure limitanti.

Ho accettato e rafforzato questo nuovo concetto attraverso la ricerca di materiale scientifico, supportando in modo consistente la tesi che il mio

disturbo fosse un errore di elaborazione degli stimoli sensoriali ed un iper-reattività del mio sistema nervoso centrale e che tutti i miei sintomi non fossero altro che la conseguente espressione di questo.

Una volta compreso ed accettato il concetto che il meccanismo di fondo di tutte queste sindromi è un disturbo del sistema centrale nervoso, ho potuto elaborare una strategia di azione.

Mi sono ispirata a persone piene di risorse, capaci di sfidare circostanze estremamente difficili ed ostacoli che per altri sembrerebbero insormontabili, superando i loro schemi mentali ed ottenendo invece grandi successi.

Mi sono appassionata ed entusiasmata per lo studio del potenziale di cambiamento neuroplastico che ognuno di noi ha e del suo impatto sul nostro stato fisico e mentale.